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Comunicato stampa – 1° Giorno dello sciopero della fame

Comunicato stampa.

Martedì  25/01/2011

1°   Giorno dello sciopero della fame

Oggi, Martedì 25 di Gennaio , 50 di 300 immigrati lavoratori, hanno cominciato lo sciopero della fame , al settimo piano della Camera di Lavoro a Salonico, dove si sono alloggiati  per le necessità della loro lotta.

Gli scioperanti della fame godono di un’ ottima salute,e generalmente stano in ottime condizioni, avendo il morale alto , ma anche dignità che proviene dalla profonda convizione che la loro richiesta (l ‘ assicurzione dei diritti politici e sociali di tutti gli immigrati) è giusta.

Dal primo giorno pure dello sciopero della fame , gli immigrati lavoratori stano accetando l’ assistenza e il sostegno ,sia  dai sindacati, dalle associazioni di lavoro e dalla folla iniziativa di solidarietà a Salonicco, che accorrono a  contribuire in mille modi ,soddisfando come posso tutte l ‘ esigenze che sorgono.

Anche dal primo giorno che i 300 immigrati – lavoratori in tutta la Grecia-  ad Atene e a Salonico rivendicano i loro dirriti, avendo scelto lo sciopero della fame come manifastazione di protesta  , mettendo al rischio la loro vita, «la Santa Alleanza» composta dal governo, media e dalle estremiste di destra, attacca a loro, canibalizandogli,disorientando la gente e l’ opinione pubblica dal merito della questione.

Noi ,crediamo e speriamo che la comunità Greca  sosterrà  la lotta degli immigrati,nonostante l’ aggressione aperta e la diffamazione che sta ricevendo ogni giorno.

La lotta giusta che si svogle è di massa (colletiva), e  tanto dura da rompere dalla collusione di governo di media e di estremi di destra.

Per domani , Mercoledì 26 di Gennaio e allè ore 12 a mezzogiorno, gli scioperanti della fame a Salonicco, chiamamo alla conferenza stampa ,che avrà luogo al primo piano della Camera di Lavoro a Salonicco.

Presso il servizio stampa degli scioperanti di fame.

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Finalmente sono arrivati!

Finalmente sono arrivati!

Stamattina presto sono arrivati senza problemi al porto di Pirea i 300 immigrati scioperanti della fame, che chiedeno di essere riconosciuti come lavoratori greci senza condizioni, ed essere assicurati con uguali diritti politici e sociali. 250 saranno ospitati durante la protesta presso la facoltà di Giurisprudenza ad Atene.

Avendo scelto come seconda destinazione per la loro lotta la nostra città, dopo l ‘1 è arrivato fuori della Camera di Lavoro di Salonicco l‘autobus che trasportava gli altri 50 immigranti lavoratori e i volontari che sono andati ad Atene per accompagnarli.
Nel parco su San Dimitrios, sono stati accolti calorosamente da tante persone della folla facenti parte di associazioni di solidarietà a Salonicco, che avevano già preparato il luogo d’ accoglienza e di ospitalità per il tempo che durerà la loro lotta.
Per oggi e domani gli immigrati e i rifugiati della nostra città saranno occupati a cucinare per I 50 immigrati ospitati.

Lunedì : 24 / 1 e alle ore 19:00 in Camera Di Lavoro a Salonicco, un giorno prima dell’ inizio dello sciopero della fame, ci sarà un incontro tra sindacati, associazioni dei lavoratori e non governative (ONG) dove potremo conoscere gli scioperanti della fame e decidere insieme un sostegno concreto per la loro lotta.

Giovedi ’27 / 1 alle ore 19:00 in Camera di Lavoro avrà luogo un evento aperto con tutte le informazioni sull’organizzazione dello sciopero della fame solidale.

Aperta Iniziativa di soliedarietà ai 300 Immigrati scioperanti  della fame a Salonicco.

Italiano

Siamo tutti immigrati, uomini e donne provenienti da tutta la Grecia. Siamo venuti qui per sfuggire alla povertà, alla disoccupazione, alle guerre e alle dittature. Le multinazionali, e i politici a loro asserviti, non ci hanno lasciato altra scelta che esporre le nostre vite un’infinità di volte per giungere alle porte dell’Europa. L’Occidente, che sta depredando le nostre terre, offre migliori condizioni di vita e rappresenta l’unica nostra speranza per vivere umanamente. Siamo venuti qui (regolarmente o no), per lavorare e permettere a noi e ai nostri figli di vivere. Ci troviamo però privati della nostra dignità, nel buio dell’irregolarità, oppressi e sfruttati dai datori di lavoro e dalle autorità. Guadagniamo il nostro pane quotidiano col sudore della fronte e sogniamo il giorno in cui potremo godere dei diritti al pari dei nostri colleghi greci.

 

Ultimamente la nostra situazione è ulteriormente peggiorata, siamo diventati il capro espiatorio dei mali della Grecia. Veniamo accusati di essere responsabili dei tagli progressivi agli stipendi e alle pensioni, dell’innalzamento del costo della vita, dell’impoverimento e dello sfruttamento dei lavoratori e delle PMI.

La propaganda dei partiti di estrema destra e delle organizzazioni fasciste e razziste è diventata il linguaggio ufficiale del Governo in materia di immigrazione: il muro a Evros, le navi carcere, i pattugliamenti militari congiunti nel Mar Egeo, i pogrom, gli squadroni d’assalto nelle città e le deportazioni collettive. Le autorità vogliono convincere i lavoratori greci che noi, d’un tratto, costituiamo una minaccia e che noi siamo la causa dei provvedimenti draconiani dei loro Governi.

Per noi immigrati adesso è giunto il momento di rispondere a tutte queste falsità e barbarie. Per porre fine alle ingiustizie siamo disposti persino a mettere a repentaglio le nostre vite.

Chiediamo: la regolarizzazione di tutti gli immigrati e le immigrate, uguali diritti politici e sociali, parità di trattamento tra lavoratori stranieri e greci.

Invitiamo tutti i nostri colleghi, greci e non, e tutti coloro che sono vittime di sfruttamento, a unirsi alla nostra lotta, a sostenere la nostra battaglia per i diritti, affinché la demagogia, l’ingiustizia, il razzismo e l’autoritarismo non prevalgano altrove, come invece è accaduto nei nostri Paesi di origine, costringendoci a migrare.

Il 25 gennaio nelle città di Atene e Salonicco 300 di noi intraprenderanno uno sciopero della fame. Non abbiamo altro mezzo per fare sentire la nostra voce che rischiare le nostre vite. Quella che viviamo ora non è degna di chiamarsi vita. E’ preferibile la morte piuttosto che condannare i nostri figli a un’esistenza simile alla nostra, senza giustizia e dignità.

 

Gennaio 2011

L’assemblea degli immigrati che aderiscono allo sciopero della fame